Mauro D'Acri

Da Quotidiano del Sud – Dalla transumanza ad Expo, rivivono le tradizioni rurali

Da Quotidiano del Sud – Dalla transumanza ad Expo, rivivono le tradizioni rurali

Da Quotidiano del Sud – Dalla transumanza ad Expo, rivivono le tradizioni rurali

Da Quotidiano del Sud, edizione di Cosenza del 25 agosto 2015 a firma di Francesco Madeo

Longobucco – Manifestazione organizzata dal Gal

Si concluderà sabato a Longobucco, la terza tappa della manifestazione “Alla riscoperta della Transumanza Ionico-Silana: un rito di storia, cultura, tradizione, folklore, enogastronomia”, proposta dal Gal Sila Greca Basso Jonio Cosentino.

Dalla transumanza ad Expo, rivivono le tradizioni rurali

Dalla transumanza ad Expo, rivivono le tradizioni rurali

L’iniziativa si colloca fra le attività poste in essere dai Gal calabresi nella cornice di Expo 2015 e pone al centro dell’attenzione dei residenti e dei visitatori delle Terre jonico-silane i ricordi e l’attualità della transumanza, le tematiche di Expo, la grandi evidenze storico-culturale e paesaggistiche del territorio il tutto condito da assaggi di prodotti tipici locali e da musica e danze del nostro folklore.

La manifestazione prevede alle 18 una rievocazione storica della transumanza con una mandria di una decina di capi che attraverserà il centro storico e dalle 21 dibattiti, mostre, degustazioni varie. Alla manifestazione interverranno Ranieri Fillippelli e Franco Rizzo, presidente e direttore del Gal Sila Greca; Mauro D’Acri, consigliere regionale; Francesco Cufari, responsabile dipartimento regionale Agricoltura; Cataldo Minò, presidente Gal; Luigi Stasi, sindaco di Longobucco; Angelo Donnici, sindaco di Mandatoriccio; Adolfo Benevento, operatore territoriale, Pino Iannelli, documentarista Rai e Gino Vulcano, responsabile di zona Coldiretti. La pratica della Transumanza in Calabria ha costituito una delle forme più antiche, e di più lunga durata, di economia rurale sostenibile.

Le prolungate siccità estive delle pianure e delle valli hanno naturalmente consigliato di spingere le greggi verso le alture, a pochi chilometri di distanza, dove era possibile rinvenire erbaggi freschi, acqua e così sfuggire in pari tempo alla calura diurna nel fitto dei boschi, mentre le basse temperature della montagna e la neve d’inverno, imponevano che i branchi fossero trasferiti nelle bassure al riparo del microclimi più miti dove era possibile esercitare la pastura vagante.

L’altopiano della Sila, raccordato con il vasto “collepiano” argilloso del crotonese, rappresentava il caposaldo della più importante economia transumante della Calabria.

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