Mauro D'Acri

Da Quotidiano del Sud – Biologico, opportunità da sfruttare

Da Quotidiano del Sud – Biologico, opportunità da sfruttare

Da Quotidiano del Sud – Biologico, opportunità da sfruttare

Da Quotidiano del Sud del 27 giugno 2015 a firma di Andrea Trapasso

AGRICOLTURA – Le linee programmatiche dell’Aiab illustrate questa mattina a Lamezia. Un settore in forte crescita: la Calabria è la seconda regione per numero di imprese. L’ulivo è la coltivazione più diffuso. «La Regione si dichiari Ogm-free»

LAMEZIA TERME – La Calabria e l’agricoltura biologica. Un connubio che, nonostante la crisi generale che sta affliggendo l’intero settore agricolo, risulta essere solido e in continua crescita e che vede la nostra regione come uno dei territori leader per l’attivazione e la gestione del metodo biologico. Da qui nasce la necessità di intraprendere una strategia di valorizzazione e di rilancio dell’intero comparto, basato sui giusti strumenti conoscitivi per indirizzare al meglio tutte le scelte di natura politica ed economica.

Obiettivo Calabria Bio

Obiettivo Calabria Bio

L’Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) è impegnata su questo fronte. E questa mattina, in un convegno sul tema “Obiettivo Calabria Bio”, che si svolgerà dalle 9 a Lamezia Terme, presso la Sala Sintonia della Comunità Progetto Sud, la stessa associazione illustrerà una relazione programmatica per il triennio 2015-2018 contenente le proposte per il rilancio del settore biologico e gli obiettivi che si intendono raggiungere.

Al convegno, introdotto dal presidente Aiab Calabria, Salvatore Moro, e dal responsabile servizi della stessa associazione, Francesco Vada-là (i quali relazioneranno sui numeri del biologico calabrese e sulle strategie di sviluppo necessarie), interverranno Franco Laratta, consigliere d’amministrazione Ismea e il consigliere regio- nale con delega all’agricoltura, Mauro D’Acri. Concluderà i lavori il presidente nazionale Aiab, Vincenzo Vizioli.

IL BIOLOGICO IN CALABRIA -Che la Calabria possa essere una regione-guida nel campo dell’agricoltura biologica lo testimoniano, nonostante alcuni punti deboli, i dati forniti dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Dati che vedono la Calabria come seconda regione in Italia per numero di aziende agricole biologiche (7.168 imprese nel 2013 rispetto alle 4.211 de12004); quinta in superficie coltivata con tale metodo (138.312 ettari), dodicesima per la presenza di aziende di trasformazione, ma ultima nell’importazione. In altre parole la crescita riguarda la produzione ma enormi sono le difficoltà ad esportare. Del totale degli ettari di superficie coltivata a biologico i dati Sinab/Mipaaf del 2013 indicano l’ulivo, la coltura più rappresentativa (51.385 ettari), seguita da terreni lasciati a prati e pascoli (28.589), colture foraggere (16.734), cereali (10.514) e altre superfici seminative (10.396). Alto è anche il numero di ettari destinato agli agrumi (9.862), alla vite (2.355), alla frutta (2.081), alla frutta a guscio (1.575) e agli ortaggi (796). Per quanto riguarda le aziende, sono così suddivise: 6574 produttori; 372 produttori/trasformatori; 218 trasformatori; 1 importatore, 3 produttori/trasformatori/importatori.

 

GLI OBIETTIVI DELL’AIAB – Partendo dalla convinzione che l’agricoltura biologica rappresenti uno dei migliori investimenti per creare occupazione, per riqualificare la vita delle aree rurali, spingere verso la multifunzionalità e la diversificazione delle attività delle aziende agricole, l’Aiab Calabria si propone di lavorare per raggiungere alcuni obiettivi ben definiti. In primis incentivare il ritorno dei giovani in agricoltura e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile; creare una rete degli agricoltori, produttori e trasformatori per promuovere la produzione biologica calabrese sul mercato regionale, nazionale ed internazionale; connettere il mondo della ricerca con la realtà della produzione, favorendo così l’innovazione tecnica e scientifica; sviluppare la filiera associativa per la redistribuzione del reddito a favore degli agricoltori; per finire al rafforzamento della rete dei BioDistretti calabresi, ovvero delle strutture sinergiche che vedono amministrazioni, associazioni, cooperative e cittadini impegnati nell’intento di elaborare delle strategie comuni di sviluppo dei territori, in modo da creare le condizioni ideali al fine di tenere libero il territorio da Ogm, proporre cibo biologico nelle mense, assistere le aziende che vogliono diventare bio, puntando sull’agricoltura biologica e di qualità.

 

LE STRATEGIE PREVISTE -Ma come raggiungere questi obiettivi? La relazione programmatica dell’Aiab individua in modo definito quali sono le strade da percorrere per dare linfa a un settore, quello del biologico, che potrebbe essere la chiave di volta del comparto agroalimentare. Sicuramente, punto chiave, è la promozione del lavoro cooperativo e associazionistico tra agricoltori. Questo sia per favorire l’accesso ai giovani che per migliorare l’organizzazione logistica, la concentrazione dell’offerta, la programmazione delle produzioni per i mercati locali, nazionali ed internazionali; il tutto sarà possibile costituendo cooperative ed associazioni di tipo multiplo, fattorie sociali, didattiche, turistiche, basate sui principi della solidarietà e della mutualità chiedendo la concessione dei terreni demaniali, pubblici, confiscati alla mafia e prendendo in affitto le aziende in via di abbandono. Per favorire il mercato, importante è poi l’integrazione commerciale con dei partner regionali (che possano aiutare a superare quei problemi strutturali che minano la competitività, come l’accesso alla filiera della Gdo), lo sviluppo del turismo rurale, la diffusione dell’agricoltura biologica nei Parchi e nelle Riserve Naturali; la richiesta di consumo di prodotti biologici nelle mense pubbliche, scolastiche e sanitarie, ma anche la promozione del consumo di questi prodotti in alberghi, ristoranti e agriturismi privati. Fondamentale, infine, il fronte della formazione e della divulgazione, che passa dall’organimzione dei corsi di formazione per i tecnici; dalla realiz2azione di momenti di dibattito sulle tematiche dello sviluppo sostenibile; dall’istituzione di un Albo Regionale dei tecnici specializzati in agricoltura biologica; dalle alleanze con le organizzazioni professionali degli agricoltori, con le associazioni ambientaliste, ecologiste, mediche, di gestione di terre tolte alla mafia, di energie rinnovabili, di bioarchitettura, di controllo e gestione dei rifiuti. Una richiesta, poi, l’Aiab la rivolge direttamente al governo regionale: dichiarazione della Calabria come regione “ogmfree” e “bioregione”.

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