Mauro D'Acri

Da La Provincia di Cosenza – Il dodicesimo concorso a Vaccarizzo Albanese. Cultura enologica in chiave arberesh

Da La Provincia di Cosenza – Il dodicesimo concorso a Vaccarizzo Albanese. Cultura enologica in chiave arberesh

Da La Provincia di Cosenza – Il dodicesimo concorso a Vaccarizzo Albanese. Cultura enologica in chiave arberesh

Da La Provincia di Cosenza del 22 giugno 2015

Un sorso d’Arberia. Oltre 90 produttori al rinomato concorso enologico. Ai primi posti i vini di San Martino di Finita, Frascineto, San Giorgio e San Demetrio

Protagonisti oltre 90 produttori di tutti i paesi arberesh della Calabria, a Vaccarizzo Albanese, dove si è svolta nella giornata di Sabato, l’XI edizione i “Vini Arberesh”, concorso riservato a vini artigianali e imbottigliati, prodotti esclusivamente nei territori dei comuni di origine albanese della Calabria.

Da La Provincia di Cosenza - Il dodicesimo concorso a Vaccarizzo Albanese. Cultura enologica in chiave arberesh

Da La Provincia di Cosenza – Il dodicesimo concorso a Vaccarizzo Albanese. Cultura enologica in chiave arberesh

L’evento, organizzato dall’Amministrazione comunale di Vaccarizzo Albanese, presieduta dal Sindaco Antonio Pomillo, si inserisce nella linea di intervento del POR Calabria 2007-2013 sulla tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio etnico delle minoranze linguistiche della Calabria.

Le degustazioni del concorso, coadiuvate dalla Scuola Europea Sommelier della Calabria, alla presenza del delegato regionale Franco Pingitore, si sono tenute a partire dalle ore 10,30 all’interno della Sala consiliare del centro albanofono cosentino a cura di una giuria composta da 7 esperti tra cui Renato Riccio, direttore della rivista Sommelier, Stefania Cozzolino delegata della Scuola Europea Sommelier di Salerno, Giuseppe Blaiotta, docente di Microbiologia enologica all’Università Federico II di Napoli, Vincenzo Pingitore, chef Sommelier, Luciana Marino, delegata regionale delle Donne Vino e Silveria Sammartano, enologo. Circa 50 tra tutti i campioni in gara, hanno superato la preselezione della giuria e sono stati giudicati secondo 3 categorie, secondo le caratteristiche sensoriali: rossi, rosati e bianchi.

I punteggi sono stati espressi tramite un voto unico in centesimi e sono stati premiati i primi 3 vini per ogni categoria. Oltre ad una targa ricordo, i produttori dei vini vincenti si sono aggiudicati anche dei premi in denaro. Sul podio della categoria vini rossi, al primo posto è risultato il vino del Sig. Giuseppe Zappa di San Martino di Finita, al secondo quello cli Francesco Pisarra di San Giorgio Albanese, al terzo quello di Pietro Godino di Vaccarizzo Albanese. Nella categoria viii rosati, il più votato è stato il vino “Ceraso” dei fratelli Braile di Frascineto, titolari della cantina “Vignaioli del Pollino”.

A seguire ancora un vino di Francesco Pisarra di San Giorgio Albanese. Infine al terzo posto il rosato di Giorgio Scaramuzzo di San Giorgio Albanese. Per la categoria bianchi, il vino di Luigi Vangieri di San Giorgio Albanese è quello che ha avuto il punteggio più alto in assoluto tra tutte le categorie.

Sul secondo gradino del podio il bianco di Maria Teresa Bua di Vaccarizzo Albanese. Al terzo posto si è piazzato, infine, il vino di Luca Mendicino di Santa Sofia d’Epiro. La giuria ha aggiudicato anche un’altra menzione alla miglior etichetta, che è stata assegnata al vino di un produttore di San Demetrio Corone, Damiano Gabriele. Alla cerimonia di consegna dei premi, alla presenza dei sindaci di circa 10 comuni arberesh e di migliaia di partecipanti, è intervenuto anche il consigliere regionale Mauro D’Acri.

La serata è stata allietata dalle note del gruppo musicale Ladymad e Moove Dande 4th di Tarcisio Molinaro. Soddisfatto il primo cittadino di Vaccarizzo Albanase, Antonio Pomillo che sta già pensando.alle novità per la prossima edizione: “il prossimo anno allargheremo l’evento a due giornate, anziché una, in cui sarà possibile approfondire la cultura del vino attraverso un momento di confronto tra i produttori, un convegno in cui la qualità del vino sarà protagonista insieme all’identità dei nostri territori, al fine di tramandare le tradizioni e la storia che ci legano alla terra”.

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