Mauro D'Acri

Da La Nuova Provincia Di Cosenza – Il cedro unisce varie culture

Da La Nuova Provincia Di Cosenza – Il cedro unisce varie culture

Da La Nuova Provincia Di Cosenza – Il cedro unisce varie culture

Da “La Nuova Provincia Di Cosenza” del 7 settembre 2015, a firma di Giuseppe Costanzo

Evento sul sacro frutto dotato di importanti proprietà nutritive

S.MARIA DEL CEDRO – II cedro che unisce culture e religiosi diverse. Il cedro che, oltre ad avere importanti proprietà nutritive, che favoriscono il benessere del nostro organismo, diventa volano di sviluppo in un territorio, quale il tirreno cosentino, rimasto vittima, negli anni passati, di politiche di industrializzazione che hanno creato solo cattedrali nel deserto. Ed è stato anche questo il tema di confronto della partecipata ed ottima manifestazione organizzata dall’Accademia nazionale del cedro, in collaborazione con l’Unione delle Proloco italiane ed il Consorzio delle Proloco “Riviera dei cedri”.

Il cedro unisce varie culture

Il cedro unisce varie culture

Un evento allestito in occasione della giornata europea della cultura ebraica, ospitato presso l’ex Carcere delle imprese di Santa Maria del Cedro, oggi sede del museo e del Consorzio del cedro.

A fare gli onori di casa sono stati il prof. Franco Galiano (Presidente dell’Accademia) ed il sempre dinamico Antonello Grosso La Valle (rappresentante Unpli e Presidente del Consorzio delle Proloco).

Di spessore anche gli interventi dei relatori: Giuseppina D’Auria (Associazione FormaMentis), Egidio Lorito (critico letterario), Carmen Lamoglie (istituto comprensivo di Scalea), Davide Gravina (Consorzio di bonifica ex Valle Lao) e Patrizia Nardi (assessore alla cultura di Reggio Calabria). A concludere i lavori sono stati, invece, i consiglieri regionali Mauro D’Acri ed Orlandino Greco.

D’Acri si è soffermato sul settore agricolo e sull’importanza di dover scegliere settori e progetti ben definiti, in particolar modo in ottica Psr e Por. Greco, invece, ha acceso i riflettori sul comparto turistico, partendo dalla necessità di mettere in rete il cedro e tutto il comparto che gira intorno ad esso, senza tralasciare e senza dimenticare le gravi responsabilità di chi, attraverso il noto “pacchetto Colombo”, ha depauperato il comprensorio tirrenico, realizzando cattedrali nel deserto e bombe ambientali pericolose anche per la salute.

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